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Gianfranco Frattini e la pazienza dell’aggiustamento

Nel centenario della nascita, l’opera di Gianfranco Frattini offre una chiave di lettura dell’innovazione italiana: non la rottura, ma il paziente lavoro di miglioramento continuo

In questo 2026 si celebra il centenario della nascita di Gianfranco Frattini, figura di estremo interesse e di grande attualità nell’ambito del panorama del Design italiano.

Veneto di nascita, ma milanese di adozione, iniziò a collaborare con Cesare Cassina, conosciuto nello studio di Giò Ponti, non ancora trentenne, nel 1954.

Il novero delle sue collaborazioni si estese nel tempo a molte prestigiose aziende: Kartell, Bernini, Bonacina, Arteluce, Artemide, Knoll, Acerbis, Bottega Ghianda, Poliform, Fontana Arte, Porada.

MI ha colpito in modo particolare una frase di Silvana Annichiarico, nell’introduzione al catalogo ragionato delle opere di design di Frattini dal 1953 al 2003, edito da Silvana Editoriale.

La Curatrice, nell’opera, evidenzia con grande intelligenza e acutezza come nell’opera di Frattini vivesse “non l’eroismo della rottura ma la pazienza dell’aggiustamento”.

Oggi, in uno scenario di profondo e rapido Cambiamento, nell’Economia e nella Società a tutto tondo, l’Italia si caratterizza per essere un Paese ricchissimo di Innovazione.

Si tratta di una Innovazione del tutto peculiare, che non produce novità dirompenti, ma opera per continui miglioramenti, incrementali e stratificati, frutto del crivello del lavoro quotidiano.

Forse, a ben vedere, nello spirito dell’Italia contemporanea restano più tracce, una maggiore influenza del pensiero e dell’opera di Frattini di quanto usualmente immaginiamo.

Ancora oggi siamo istintivamente e culturalmente più portati, in ogni ambito della realtà, ad un paziente lavorio di aggiustamento e di ammodernamento, piuttosto che ad eroici gesti di rottura.

L’articolo completo è stato pubblicato su wetheitalians.com

 

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