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Robotica e Made in Italy: il valore crescente di software e dati

La nuova robotica italiana sposta il valore verso software, dati e know-how, rendendo strategica la tutela della proprietà intellettuale e dell’innovazione

Il Made in Italy tradizionale, che va dalla Moda al Design, dall’Agroalimentare all’Arredamento, oggi rappresenta soltanto la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più esteso.

Ormai, infatti, il Made in Italy si estende ad ampio raggio e riguarda sostanzialmente tutti i settori dell’economia, compresi quelli caratterizzati da una maggiore intensità tecnologica.

Questa profonda trasformazione trova un punto di particolare evidenza nel campo della Robotica, come attestato dall’Italian Tech Landscape 2026, a cura di La Tech Made in Italy con Altermind.

E’ interessante sottolineare che nel settore è in atto una vera e propria trasformazione, che riguarda addirittura il concetto stesso di Robotica.

Il comparto, infatti, non riguarda più soltanto bracci meccanici, linee automatizzate o macchinari programmati per eseguire operazioni ripetitive.

La nuova generazione di sistemi, infatti, si basa su Computer Vision, Intelligenza Artificiale, Edge Computing, Sensori avanzati e Digital Twin.

Questo passaggio, dalla produzione programmata alla produzione adattiva, sposta il valore verso Software e Dati, trasformando le aziende quasi – lato sensu – in software house industriali.

My two cents: il grande cambiamento in atto nel settore implica un adeguamento nell’approccio all’Innovazione sviluppata dalle Imprese del comparto, anche con riferimento alle misure agevolative e incentivanti.

Occorre senza ombra di dubbio favorire nel campo il Deposito di Brevetti, ma parallelamente occorre rafforzare al massimo la Tutela del Software, dei Dati e del Know How, oggi erroneamente considerati IPRs di secondo piano.

 

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