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Vinitaly 2026: il vino italiano affronta la curva del cambiamento

A Verona si apre Vinitaly 2026: il vino italiano conferma il suo peso economico, ma affronta profonde trasformazioni tra nuovi consumi, normative e innovazione

Si apre oggi a Verona il Vinitaly 2026.

Se devo usare un’immagine per rappresentare l’attuale momento del settore del Vino, mi viene in mente quella di una splendida monoposto da corsa, impegnata in un tratto complicato della pista, un tratto caratterizzato da difficili curve: le curve del Cambiamento.

Non è in dubbio che il comparto del Vino rappresenti una fuoriserie del Made in Italy.
Come attestano i dati forniti dall’Osservatorio UIV-Vinitaly, il Vino italiano significa l’1,1% del PIL, 670.000 ettari di vigneto, 530.000 imprese, una produzione 2025 stimata a 44,4 milioni di ettolitri, un fatturato al netto dell’indotto di circa 14 miliardi di euro, una bilancia commerciale attiva per 7,2 miliardi, 870.000 occupati, valore del vigneto stimato a 56,5 miliardi di euro, impatto diretto e indiretto che supera i 45 miliardi di euro.

Altrettanto indubbio è che il comparto deve affrontare oggi una fase di grandi cambiamenti.

Cambiamenti culturali e generazionali, che toccano i temi dei vini a Bassa Gradazione e Dealcolati, i rapporti con il mondo dei Distillati, il fenomeno dell’Enoturismo.

Cambiamenti tecnici e giuridici, dalle questioni dell’Etichettatura alla Normativa Bio, dall’Ecopackaging alle nuove Responsabilità.

Non esistono formule magiche per affrontare un simile frangente, ma solo la vecchia ricetta del duro Lavoro abbinato a una grande Passione.

L’unico suggerimento che mi sembra utile condividere è quello di schiacciare l’acceleratore sulla Trasversalità e Multidisciplinarietà nell’organizzazione aziendale.

Oggi Tecnologia, Diritto, Comunicazione, Struttura sono temi che non possono viaggiare su binari autonomi, ma devono operare in modo coordinato e sinergico.

Il fatto che ci si trovi a percorrere questa difficile curva del Cambiamento non significa che ci si debba scoraggiare e abbandonare alla preoccupazione o alla tristezza.

Anzi, coloro che lavorano con passione è soprattutto nei momenti di difficoltà che ritrovano slancio, motivazioni, entusiasmo.

Diceva l’indimenticato Gilles Villeneuve: “Quando senti che infili una curva dietro l’altra, come un valzer, sempre al limite, questo è il feeling della velocità”.

E ricordava, non senza ironia, il grande Stirling Moss: “I rettilinei sono soltanto i tratti noiosi che collegano le curve”.

 

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