Il Concorde, un aereo che ha rappresentato più di una straordinaria macchina per volare, un velivolo che è stato anche e soprattutto un simbolo e una bandiera.
La data del 24 maggio 1976, esattamente mezzo secolo fa, costituisce un momento storico per l’aviazione civile: quel giorno, il Concorde effettuò il suo primo storico volo commerciale verso gli Stati Uniti.
Due esemplari del velivolo supersonico, uno di British Airways e uno di Air France, decollarono quasi contemporaneamente da Londra e Parigi, atterrando all’Washington Dulles International Airport.
Dal punto di vista economico e commerciale il progetto del Concorde non è mai realmente decollato, ma dal punto di vista emblematico e tecnologico ha rappresentato un’avventura straordinaria.
Il velivolo ha costituito una vetrina naturale per mostrare le capacità industriali dell’industria aerospaziale anglo-francese del dopoguerra: la ricerca sull’aerodinamica ad alte velocità, la gestione termica della struttura, la progettazione di motori capaci di tenere un regime supersonico per ore, i materiali e i processi altamente sofisticati, basti pensare alle leghe resistenti alle alte temperature, progettazione assistita dal computer, hanno segnato l’industria aeronautica civile e militare europea.
Si può dire che il programma del Concorde è stato la prova generale che portò poi alla nascita di Airbus come grande costruttore europeo, permettendo a Francia e Regno Unito di affermarsi come potenze tecnologiche autonome rispetto al predominio aeronautico statunitense, in un periodo in cui la supremazia tecnologica era anche un elemento di potere geopolitico.
Lo stesso brand “Concorde” voleva richiamare la cooperazione e l’armonia fra i due Paesi, assumendo il valore di icona della modernità europea degli Anni Settanta e Ottanta.
Gli USA non arrivarono a creare un aereo di linea supersonico, malgrado il progetto del Boeing 2707, e l’Unione Sovietica ci provò, senza successo, con il Tupolev Tu-144, chiamato dalla stampa dell’epoca “Konkorkoski”, perché palesemente “ispirato” all’aereo franco-britannico.
Per quelli della mia generazione, che negli Anni Settanta erano adolescenti, il Concorde ha avuto un alto valore simbolico, costituendo un emblema delle capacità di progresso dell’uomo, rappresentando plasticamente la speranza di un mondo più piccolo, unito e a nostra portata di mano.