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BIC, dalla penna Cristal alla lampada Seletti: icona di design

La storia della BIC Cristal attraversa brevetti, innovazione e cultura pop fino alla nuova lampada nata dalla collaborazione con Seletti

BIC: un Design di culto, dalla storica penna di Birò alla nuova lampada di Seletti.

L’invenzione della penna a sfera viene da alcune fonti attribuita all’americano John J. Loud, che il 30 ottobre 1888 ottenne il brevetto USA n. 392.046.

Più comunemente la nascita della penna a sfera viene ricondotta a un’intuizione del giornalista ungherese, nazionalizzato argentino, László József Bíró.

Si narra che questi ebbe l’idea osservando un gruppo di ragazzini giocare a biglie in una pozzanghera: le sfere, uscite dall’acqua, lasciavano al suolo una striscia umida e regolare.

Il giornalista, a partire da quella osservazione empirica, sviluppò una piccola sfera d’acciaio da inserire all’estremità di un tubo, in modo da trasferire il colore sulla carta ruotando.

Questo trovato venne da Birò brevettato in Gran Bretagna il 15 giugno 1938 e diede sostanzialmente luogo alla penna sfera che oggi conosciamo, in suo onore ancora chiamata “biro”.

Ma la penna a sfera spiccò il volo, diventando quell’oggetto che da generazioni accompagna il nostro quotidiano, soltanto nel Secondo Dopoguerra, grazie al barone Marcel Bich.

Marcel Bich perfezionò il processo produttivo della penna, abbattendone i costi, e nel 1950 lanciò il marchio BIC, una versione abbreviata del suo nome, per evitare errori di pronuncia.

Oggi la BIC Cristal è universalmente considerata un oggetto di design, tanto da essere esposta in musei prestigiosi come il Centre Georges Pompidou di Parigi e il Museum of Modern Art di New York.

Nel 2025, in occasione del 75° anniversario della BIC Cristal, il marchio ha scelto di celebrare questa longevità con la creazione di una lampada ispirata direttamente alla penna.

Presentata a Parigi nel 2026, la Lampada BIC, firmata da Mario Paroli, nasce dalla collaborazione tra BIC e Seletti, azienda che ha fatto della vivacità, dell’ironia e della leggerezza le proprie cifre distintive.

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