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La proprietà intellettuale come leva finanziaria per le imprese

Il rapporto EUIPO rilancia il ruolo strategico della proprietà intellettuale: non solo tutela, ma strumento per attrarre capitali e sostenere la crescita delle imprese

Per anni abbiamo raccontato la proprietà intellettuale come strumento di tutela: proteggere un marchio, un brevetto, un design, un know-how, una filiera, un’identità produttiva. Il nuovo rapporto EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, aggiunge quello che ormai da tempo è considerato un passaggio decisivo: la proprietà intellettuale deve essere una leva finanziaria.

Perché all’Europa non mancano idee, talento o creatività. Manca, troppo spesso, la capacità di trasformare quegli asset immateriali in capitale, crescita e scala industriale. Le imprese più innovative restano penalizzate perché ciò che vale davvero – brevetti, marchi, disegni, software, know-how, dati, reputazione – è spesso invisibile nei bilanci, difficile da valutare e poco utilizzabile come garanzia. E per l’Italia il tema è ancora più urgente.

Nel 2025 il nostro Paese è secondo nell’UE per depositi di marchi e disegni comunitari, quinto per domande di brevetto europeo. Ma investe in ricerca e sviluppo appena l’1,38% del PIL, sotto la media UE del 2,24%, e mostra un mercato del venture capital ancora debole rispetto al potenziale del proprio sistema produttivo.

In altre parole: produciamo valore immateriale, ma fatichiamo a trasformarlo in valore finanziabile. E questo riguarda da vicino il design, il food, il Made in Italy, la moda, l’automotive, l’agrifood, l’IA, la sostenibilità. E la nostra esperienza ci dice come la proprietà intellettuale non è un accessorio giuridico, ma una parte essenziale del valore d’impresa.

Il futuro delle PMI italiane non dipende, quindi, solo dalla capacità di saper innovare, ma anche dalla capacità di far riconoscere quell’innovazione da banche, investitori e mercati. Dobbiamo lavorare tutti – istituzioni, addetti ai lavori e imprese – affinché il know-how italiano non sia “invisibile”. Deve entrare nei dossier finanziari, nei piani industriali, nelle valutazioni aziendali, nelle operazioni di crescita.

Difendere la proprietà intellettuale significa proteggere il presente delle imprese. Valorizzarla significa finanziarne il futuro.

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