Giusy Ferreri è la prima cantante in Europa a registrare, sulla scia di Taylor Swift, la propria voce come Marchio Sonoro, punta dell’iceberg del Sound Branding.
Si tratta di una iniziativa interessante e stimolante, tesa a contrastare la crescente diffusione dei deepfake generati dall’Intelligenza Artificiale.
Il Marchio Sonoro è ammesso nell’ordinamento dell’Unione a seguito della riforma del 2017, che ha eliminato il requisito della rappresentazione grafica.
Oggi può essere depositato presso l’EUIPO o l’UIBM mediante file audio in formato MP3, allegando una rappresentazione del suono conforme ai requisiti tecnici previsti.
Il Sound Branding è un fenomeno attualmente in grande espansione, anche se ancora non pienamente conosciuto e percepito dal grande pubblico.
Siamo già circondati da marchi sonori: per esempio, il “ta-dum” di Netflix, il ruggito del leone della Metro-Goldwyn-Mayer, il jingle di McDonald’s.
Vale la pena di sottolineare che l’iniziativa della nostra cantante rappresenta un passo utile e intelligente, ma non sufficiente a una tutela realmente adeguata.
Le insidie portate dagli utilizzi fraudolenti dell’Intelligenza Artificiale, infatti, richiedono strategie di difesa complesse, basate sulla combinazione di più strumenti, che nella fattispecie potrebbero essere quattro.
- La registrazione, appunto, del Marchio Sonoro per le tracce vocali ritenute strategiche, con inserimento del segno nelle classi merceologiche rilevanti.
- L’esplicitazione di una Riserva ex art. 4 della Direttiva 2019/790, in materia di Copyright, sui contenuti pubblicati online in forma leggibile da macchina.
- L’inserimento sistematico nei contratti discografici, di edizione e di management di clausole specifiche sull’uso della voce per Intelligenza Artificiale.
- La predisposizione di un quadro di azione fondato sui Diritti della Persona, che ricevono una tutela ampia e complementare dalle norme codicistiche e comunitarie.
Allo stato, occorre ammetterlo, non abbiamo misure specifiche e strumenti ad hoc contro le insidie portate dai pirati dell’Intelligenza Artificiale.
Ma questo non significa che siamo senza difesa: possiamo tutelarci efficacemente grazie a intelligenti combinazioni degli strumenti di diritto già esistenti.