Non solo nuove registrazioni, prototipi e sviluppo industriale. Nei bandi 2026 del ministero delle Imprese e del made in Italy, dedicati a brevetti, marchi e design, trovano spazio anche attività legate alla tutela giuridica e alla valorizzazione commerciale della proprietà industriale. Scorrendo i bandi, infatti, emergono alcuni aspetti che vale la pena approfondire.
Per esempio, “Marchi+” non riguarda soltanto chi intende registrare un marchio all’estero. A determinate condizioni, possono beneficiare dei contributi anche le imprese che hanno già sostenuto spese per la registrazione a partire dal 1° giugno 2023. E tra i costi ammissibili rientrano anche quelli per l’assistenza legale nei procedimenti di opposizione alla registrazione. Un aspetto da non sottovalutare, soprattutto per le imprese italiane che cercano di consolidare la propria presenza sui mercati esteri.
C’è poi “Brevetti+”, che non si limita a finanziare attività tecniche come la progettazione o l’industrializzazione. Il bando contempla anche la predisposizione di accordi di riservatezza e contratti di licenza, purché inseriti in un progetto più ampio di valorizzazione del brevetto e nel rispetto dei limiti previsti. Strumenti che possono rivelarsi decisivi nel passaggio dalla ricerca allo sfruttamento commerciale di un brevetto.
Un aspetto significativo: gli incentivi riconoscono che il valore economico di un’invenzione o di un marchio non dipende soltanto dalla sua registrazione, ma anche dagli strumenti attraverso cui viene utilizzato, trasferito e difeso.
Il pacchetto MIMIT mette a disposizione 32 milioni di euro per le PMI italiane, con tre appuntamenti:
25 novembre 2026 – Brevetti+ (20 milioni)
3 dicembre 2026 – Marchi+ (2 milioni)
17 dicembre 2026 – Disegni+ (10 milioni)
Per le PMI italiane si tratta di un’opportunità che non riguarda soltanto gli investimenti futuri, ma anche la possibilità di valorizzare attività già intraprese.