C’è ancora chi considera le certificazioni ESG (Environmental, Social, Governance) come un semplice strumento di comunicazione. Ma i dati raccontano una storia diversa.
Lo studio “Il ruolo della certificazione accreditata nella finanza sostenibile”, realizzato da Accredia e Prometeia, evidenzia come l’adozione di certificazioni ESG produca effetti molto concreti sulle performance aziendali.
Le imprese certificate registrano un incremento del fatturato che tende a crescere nel tempo. La certificazione ambientale ISO 14001, ad esempio, genera un aumento del 4,3% nell’anno di adozione e dell’11,4% dopo due anni. La certificazione per la parità di genere UNI/PdR 125 mostra un impatto immediato pari all’11,8%.
Migliorano anche gli indicatori economici: le imprese certificate presentano una redditività del capitale investito e una marginalità operativa superiori rispetto a quelle non certificate, oltre a una maggiore produttività del lavoro.
Un ulteriore vantaggio riguarda l’accesso al credito. La disponibilità di dati ESG verificati da soggetti indipendenti facilita il dialogo con il sistema bancario e può favorire condizioni di finanziamento più vantaggiose, oltre all’accesso a strumenti dedicati come green loan e sustainability-linked loan.
Le certificazioni rappresentano inoltre un requisito sempre più rilevante per operare nei mercati internazionali, partecipare a gare pubbliche e accedere a determinate filiere produttive.
Ma il dato forse più interessante è un altro: i benefici non riguardano soltanto le imprese. Secondo lo studio, tra il 2012 e il 2024 le certificazioni ambientali hanno generato circa 36 miliardi di euro di benefici ambientali, mentre quelle sociali hanno prodotto oltre 6,6 miliardi di euro di valore legato a occupazione, formazione e pari opportunità.
Le certificazioni ESG non sono quindi soltanto un indicatore di conformità. Sempre più spesso rappresentano uno strumento di crescita, accesso al mercato e creazione di valore.