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Made in Italy 2026: eccellenza, innovazione e nuove sfide globali

Nella terza Giornata Nazionale del Made in Italy, il sistema produttivo italiano conferma competitività e resilienza, tra tradizione, tecnologia e cultura

15 aprile 2026: terza Giornata Nazionale del Made in Italy, con il Mondo in profonda fibrillazione e l’Economia internazionale in grande difficoltà.

Tutti i dati a disposizione ci dicono però che il Made in Italy continua a tirare con forza, collocando il nostro Paese tra i più competitivi a livello mondiale.

Secondo il report “Le nuove sfide del Made in Italy”, elaborato dal MIMIT proprio in vista della ricorrenza odierna, recentemente presentato dal Ministro Adolfo Urso e da Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison, l’Italia è quarta al mondo per export esclusi veicoli ed energia, terzo per surplus commerciale dopo Cina e Germania.

Questo non toglie che, soprattutto in un frangente difficilissimo come quello attuale, il Made in Italy debba essere sostenuto attivamente, con misure tempestive ed efficaci.

Per approntare utili interventi per la sua tutela e promozione, però, occorre conoscere il fenomeno in modo pieno ed effettivo, affrancandosi da luoghi comuni e frasi fatte.

La rivista MEMO | Grandi Magazzini Culturali, che ringrazio, pubblica un mio articolo sull’argomento, in occasione appunto della Giornata Nazionale del Made in Italy.

Il punto nodale che nel pezzo si vuole sottolineare è che il Made in Italy costituisce un fenomeno ben più ampio, articolato e complesso di come viene comunemente rappresentato.

Da un lato, esso comprende, accanto alle canoniche 5A, Agroalimentare, Abbigliamento, Arredocasa, Automazione, Auto, altri settori estremamente solidi e importanti, usualmente legati alla Tecnologia, che raccolgo sotto il titolo di “Made in Italy della Tecnologia”.

Dall’altro lato, non bisogna mai sottovalutare l’importanza per il Made in Italy delle sue componenti artistiche e culturali, perché – come disse l’indimenticato Carlo Azeglio Ciampi – la nostra “economia si deve ispirare alla cultura, come sigillo della sua italianità”.

Dunque, nel celebrare il Made in Italy, al bando la superficialità e le immagini da cartolina: usiamo l’intelligenza; d’altronde, per citare Alberto Savinio, “ad altri popoli l’intelligenza è necessaria, all’italiano è indispensabile”.

L’articolo completo è stato pubblicato su grandimagazziniculturali.it

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