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Nuova indagine AGCM sulla filiera agroalimentare e il ruolo della GDO: criticità e opportunità per il settore food

L’AGCM avvia un’indagine sul ruolo della GDO nella filiera agroalimentare per analizzare prezzi, potere contrattuale e trasmissione dei costi, tra criticità concorrenziali e opportunità di riforma

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, lo scorso dicembre, ha avviato un’indagine conoscitiva sul ruolo della Grande Distribuzione Organizzata nella filiera agroalimentare italiana, con un focus particolare sulle dinamiche di formazione dei prezzi, sul potere d’acquisto nei rapporti commerciali e sulla trasmissione dei costi lungo la catena.

Secondo l’Autorità, l’aumento dell’inflazione dei prezzi alimentari in misura superiore all’inflazione generale, avvenuto negli ultimi anni, potrebbe dipendere da asimmetrie di potere contrattuale tra gli attori più deboli della filiera, come i produttori agricoli, e le grandi catene di distribuzione, con potenziali ripercussioni sia sui margini aziendali sia sui prezzi finali pagati dai consumatori.

Le maggiori criticità emergenti possono essere individuate nel potere negoziale squilibrato tra Grande Distribuzione Organizzata e fornitori, con rischi di pressioni commerciali sui produttori; nella mancata trasmissione ai consumatori finali dei risparmi derivanti da efficienze o riduzione dei costi; e nelle potenziali distorsioni concorrenziali nelle pratiche di approvvigionamento e di pricing.

Va detto, tuttavia, che questa indagine può anche offrire importanti opportunità per il settore food, in particolare nel senso di incentivare modelli di collaborazione più equi e trasparenti lungo la catena di valore; rafforzare la competitività delle piccole e medie imprese agricole attraverso contratti più bilanciati e una trasmissione più efficiente dei prezzi; generare indicazioni utili per policy e best practice, favorendo una maggiore trasparenza del mercato; consolidare innovazione e sostenibilità come leve strategiche per differenziare l’offerta e rispondere alle aspettative dei consumatori.

L’indagine è accompagnata da una consultazione aperta al settore, con la possibilità di presentare contributi entro il 31 gennaio 2026, e si concluderà entro fine anno con l’obiettivo di delineare raccomandazioni utili per imprese, istituzioni e consumatori.

 
 

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