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Indicazioni Geografiche e Made in Italy: le lezioni di Sol2Expo Verona 2026

A Sol2Expo Verona 2026 il focus sulla tutela delle eccellenze agroalimentari: Indicazioni Geografiche, valore del Made in Italy e prospettive legate al riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO

Sol2Expo Verona 2026, svoltosi dall’1 al 3 marzo, fiera di riferimento per il settore oleario e agroalimentare italiano, è stata un’occasione concreta per fare il punto sullo stato dell’arte della tutela giuridica delle nostre eccellenze produttive.

Gli insegnamenti che ho tratto dagli incontri e dalle conferenze cui ho avuto il privilegio di partecipare sono, sostanzialmente, questi.

La centralità della tutela delle Indicazioni Geografiche. Il sistema delle IG, che trova il suo fondamento nel Regolamento UE 1151/2012 e nel recente Regolamento UE 2024/1143, è centrale per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari. È importante che le imprese integrino la compliance alle Indicazioni Geografiche nella propria strategia di mercato, non solo come un vincolo burocratico ma come una leva competitiva. L’olio extravergine di oliva si posiziona infatti come terzo bene agroalimentare più consumato dagli italiani, dopo pasta e pizza. Il sistema delle IG olivicole rappresenta lo strumento principale per contrastare evocazione, imitazione e uso improprio delle denominazioni sui mercati nazionali e internazionali.

Il Made in Italy. Nel comparto olivicolo e agroalimentare, il Made in Italy non è uno slogan, ma è la qualità garantita dalle Indicazioni Geografiche. Una DOP o una IGP impone disciplinari rigorosi su origine, metodo produttivo e standard qualitativi, rendendo quella qualità verificabile, difendibile e giuridicamente tutelata. Questo sistema di certificazione trasforma un prodotto locale in un’eccellenza e rende i prodotti riconoscibili sul mercato internazionale, espressione dell’italianità apprezzata all’estero.

La cucina italiana patrimonio dell’umanità. Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità apre scenari interessanti sul piano della tutela internazionale. Pur non generando diritti soggettivi direttamente azionabili, il riconoscimento rafforza il posizionamento delle Indicazioni Geografiche e dell’intero comparto agroalimentare italiano, che della cucina italiana costituisce parte integrante.

 
 

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