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Ccnl per AI e professioni STEM: il contratto del nuovo millennio

Presentato a Roma il primo Ccnl per i professionisti dell’economia della conoscenza, con focus su AI, smart working, formazione continua e tutela dell’innovazione

È stato presentato a palazzo Valentini, a Roma, il primo contratto collettivo pensato per i professionisti dell’economia della conoscenza nell’era dell’intelligenza artificiale. Un passaggio interessante, soprattutto perché il contratto tenta di tradurre in regole giuslavoristiche caratteristiche tipiche dell’economia della conoscenza.

L’impostazione, infatti, è fondata su competenze certificate, lavoro per obiettivi, aggiornamento continuo e valutazione per risultati e segna un superamento della tradizionale centralità delle mansioni, avvicinando il modello contrattuale alle modalità concrete con cui oggi si produce innovazione, in particolare nei contesti ad alta intensità tecnologica.

Nel contratto sono compresi strumenti coerenti con l’organizzazione del lavoro nelle startup e nelle Pmi innovative, anche con riferimento a smart working (incentivato, con una soglia minima del 40% delle presenze mensili), parità retributiva, formazione continua (con budget dedicato) e tutela della proprietà intellettuale. In questo ambito la chiarezza sulla titolarità, paternità e valorizzazione economica dei risultati dell’attività innovativa costituisce spesso un elemento decisivo per attrarre talenti e investimenti.

Per un ecosistema che coinvolge già oltre 200mila lavoratori e rappresenta una componente sempre più significativa del sistema produttivo, l’introduzione di un quadro contrattuale dedicato può contribuire a ridurre l’incertezza normativa e a favorire modelli organizzativi più coerenti con la natura del lavoro tecnologico.

Ed è forse proprio questo il dato più interessante: l’innovazione non viene considerata solo come fenomeno tecnologico, ma anche come tema organizzativo, professionale e contrattuale. Un’evoluzione che conferma come anche il diritto del lavoro sia chiamato a misurarsi con le trasformazioni generate dall’intelligenza artificiale e, più in generale, dall’innovazione.

 

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