La Commissione Europea ha proposto una proroga fino a 16 mesi (dicembre 2027) per l’applicazione delle norme dell’AI Act sui sistemi di IA ad alto rischio e che ora attende l’approvazione di Parlamento e Consiglio UE.
La proposta, se venisse confermata dagli organi europei, sarebbe importante in termini di impatto e di tempi di adeguamento.
Da una parte, i sistemi di IA ad alto rischio sono sempre più diffusi nelle aziende, anche PMI, includendo, ad esempio, software per la selezione del personale che valutano automaticamente i CV o analizzano i colloqui video.
Dall’altra parte, l’AI Act prevede, ad oggi, che fornitori e deployer di sistemi ad alto rischio debbano essere pronti entro agosto 2026, tra l’altro, con:
-Documentazione tecnica completa;
-Sistemi di gestione del rischio;
-Log dettagliati e trasparenza;
-Valutazioni di conformità.
Impegni, quelli sopra, di non poco conto per le risorse, anche finanziarie, di un’azienda.
L’ennesimo procrastinare o un’opportunità per le PMI?
La lentezza di questo entry into force del Regolamento IA pone non solo criticità rispetto al fare sistema con gli altri impianti normativi, come il GDPR. Ci si aspetta un intervento chiarificatore della Commissione che vada a sciogliere i nodi attualmente esistenti sulla concreta applicabilità della norma.
Se questi sedici mesi di proroga verranno ben spesi, le opportunità per le aziende potrebbero essere lette in termini di:
tempo per prepararsi adeguatamente e strutturare processi più solidi;
risparmi significativi grazie a requisiti documentali auspicabilmente semplificati;
riduzione dell’incertezza grazie a standard chiari;
risorse per sviluppare soluzioni competitive.
Come sottolinea Henna Virkkunen: “Le nostre regole non devono essere un fardello, ma un valore aggiunto“.