Il concorso Miss Italia ha incaricato i propri legali di avviare un’azione giudiziale nei confronti della cantante Ditonellapiaga, contestando l’uso da parte di quest’ultima della denominazione “Miss Italia”, quale titolo di un brano musicale e del suo prossimo album (in uscita il 10 aprile prossimo), ritenuto lesivo della dignità delle partecipanti al noto concorso di bellezza.
Al netto del gossip sanremese, le contestazioni mosse dal concorso, nello specifico, riguarderebbero:
la violazione dei diritti esclusivi del marchio “Miss Italia”;
la lesione della dignità e dell’onore delle partecipanti al concorso;
il pregiudizio all’immagine ed la reputazione del brand.
L’azione, ove instaurata, sarebbe volta ad ottenere l’inibitoria all’uso del nome e la condanna della cantante al risarcimento dei danni.
L’artista ha rivelato in conferenza stampa che il testo dal titolo “Miss Italia” costituirebbe pura autocritica, parlando del suo rapporto personale con la perfezione e la bellezza; inoltre, la canzone dovrebbe ancora uscire ed il brano, dunque, non sarebbe ancora pubblico.
Fino a che punto si estende il diritto sul marchio?
Non costituisce forse “Miss Italia” un uso descrittivo?
L’uso in concreto (campo artistico-musicale) può dar luogo a un rischio di confusione? E’ esso produttivo di danno?
Fino a che punto si può spingere la libertà di espressione artistica (riconosciuta anche dall’art. 10 CEDU) e il diritto di critica rispetto ad un diritto esclusivo altrui?
La questione è foriera di vive discussioni, dentro e fuori dall’Ariston!