Il diritto industriale non arriva dopo l’innovazione. La accompagna. La struttura. La protegge. E, a volte, decide chi entra nei libri di storia.
È il caso, di scuola, dell’invenzione del telefono di cui in questi giorni ricorre il 150esimo anniversario del deposito del brevetto. Una storia che spiega anche come l’innovazione da sola non basta: senza tutela giuridica, rischia di restare invisibile.
La disputa su chi fu l’originario inventore del telefono è entrata nei libri di storia. Per gli italiani, poi, quasi sotto forma di beffa. Perché andando a cercare fra i documenti del “U.S. Patent Office”, la prima traccia è stata lasciata dal nostro Antonio Meucci che, nel 1871, aveva messo nero su bianco il concetto di “Sound telegraph”. Solo che Meucci depositò un “caveat”, ovvero una sorta di atto preliminare al brevetto vero e proprio, come dire: “Sto lavorando a questo”. Una dichiarazione di intenti che, però, aveva una scadenza fissata al dicembre 1874. Un tempo che non è stato sufficiente a Meucci per trasformarla in brevetto, stando alle cronache, per mancanza di risorse economiche. Solo in un secondo momento (molto) postumo, nel 2002, la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha riconosciuto il contributo pionieristico di Antonio Meucci.
Con l’italiano fuori partita, il 14 febbraio 1876 un giovane di origine scozzesi, Alexander Graham Bell, depositò la richiesta di brevetto per un metodo di trasmissione della voce tramite la conversione in segnali elettrici e la ricostruzione del suono all’altro capo del filo. In altre parole, il telefono. E, caso curioso, qualche ora dopo fu il turno di Elisha Gray che presentò un caveat per un apparecchio del tutto simile. Troppo tardi. Il 7 marzo 1876 viene riconosciuto il brevetto a Bell e tre giorni dopo avviene la prima storica conversazione telefonica, mentre l’anno successivo, con la nascita della “Bell Telephone Company”, la storia era ormai fatta.
La disputa fra Bell e Gray finì in tribunale ma i giudici non hanno avuto dubbi a chi assegnare la paternità dell’invenzione. La tempestività del deposito e la solidità formale della domanda ha determinato il destino di un’invenzione che cambierà la vita delle persone, indicando a tutto il mondo come la strategia di tutela sia parte integrante del processo innovativo.